Il Giovane e il Sordo

Fuente: Zenodo
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Auteur principal: PSYKOSAPIENS
Format: Recurso digital
Langue:italien
Publié: Zenodo 2025
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author PSYKOSAPIENS
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contents <div> <div> <div> <p><span>Una terrazza affacciata sull’Atlantico. Due donne vestite di tessuti impalpabili sorseggiano vino, immerse in un dialogo tagliente sulla corsa dell’uomo verso </span><span>Singularity</span><span>. Parole come aghi di ghiaccio trafiggono l’aria densa di algoritmi, mentre un giovane aborigeno osserva nell’ombra. Egli non parla lingue, eppure le comprende tutte. Non ha bisogno di suoni, perché sente oltre le parole. </span></p> <p><span>Più tardi, nella notte, il giovane scrive sulla sabbia accanto a un vecchio saggio. Disegna quel mondo: il lusso, la frenesia, il progresso che divora se stesso. Traccia il </span><span>muro del tempo</span><span>, la barriera invisibile oltre la quale ogni pensiero si frantuma. Ma il vecchio cancella il muro con un gesto lento e disegna un cerchio evanescente: il tempo non si ferma, né si accelera, ma può essere dimenticato. </span></p> <p><span>Mentre il giovane lotta con il significato della dimenticanza, le parole delle donne riecheggiano ancora: </span><span>la velocità è una fuga? Un’illusione? Una condanna? </span><span>Forse, al di là del muro, resta solo la eco mineralizzata di ciò che un tempo fu umano. </span></p> </div> </div> </div>
format Recurso digital
id zenodo_https___doi_org_10_5281_zenodo_15142423
institution Zenodo
language ita
publishDate 2025
publisher Zenodo
record_format zenodo
spellingShingle Il Giovane e il Sordo
PSYKOSAPIENS
<div> <div> <div> <p><span>Una terrazza affacciata sull’Atlantico. Due donne vestite di tessuti impalpabili sorseggiano vino, immerse in un dialogo tagliente sulla corsa dell’uomo verso </span><span>Singularity</span><span>. Parole come aghi di ghiaccio trafiggono l’aria densa di algoritmi, mentre un giovane aborigeno osserva nell’ombra. Egli non parla lingue, eppure le comprende tutte. Non ha bisogno di suoni, perché sente oltre le parole. </span></p> <p><span>Più tardi, nella notte, il giovane scrive sulla sabbia accanto a un vecchio saggio. Disegna quel mondo: il lusso, la frenesia, il progresso che divora se stesso. Traccia il </span><span>muro del tempo</span><span>, la barriera invisibile oltre la quale ogni pensiero si frantuma. Ma il vecchio cancella il muro con un gesto lento e disegna un cerchio evanescente: il tempo non si ferma, né si accelera, ma può essere dimenticato. </span></p> <p><span>Mentre il giovane lotta con il significato della dimenticanza, le parole delle donne riecheggiano ancora: </span><span>la velocità è una fuga? Un’illusione? Una condanna? </span><span>Forse, al di là del muro, resta solo la eco mineralizzata di ciò che un tempo fu umano. </span></p> </div> </div> </div>
title Il Giovane e il Sordo
url https://doi.org/10.5281/zenodo.15142423