Morte o trasformazione del romanzo? Riflessioni critiche sullo stato della narrativa italiana e sul dibattito sulla "morte del romanzo"
Fuente:
Zenodo
Guardado en:
| Autor principal: | |
|---|---|
| Formato: | Recurso digital |
| Lenguaje: | italiano |
| Publicado: |
Zenodo
2026
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| Materias: | |
| Acceso en línea: | |
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| _version_ | 1866901496855003136 |
|---|---|
| author | Marchetti, Giorgio |
| author_facet | Marchetti, Giorgio |
| contents | <p>Il saggio analizza il paradosso della narrativa italiana contemporanea: a fronte di una produzione editoriale in costante crescita — oltre 28.000 titoli di narrativa pubblicati nel 2022 secondo i dati ISTAT — si diffonde l’idea di una crisi qualitativa del romanzo e della letteratura. Da un lato, l’aumento dei titoli, il valore economico del settore e la proliferazione di festival e iniziative culturali sembrano indicare un mercato vivace; dall’altro, critici come Silvano Nigro e giornalisti come Maria Pia Farinella denunciano un abbassamento del livello letterario, l’invasione di “romanzeros” improvvisati, la trasformazione dell’editoria in un sistema dominato dal marketing e la progressiva scomparsa dei lettori.<br>Il saggio mette in dialogo queste posizioni con il lungo dibattito sulla “morte del romanzo”, ripercorrendo interventi di Eliot, Ortega y Gasset, Moravia, Trilling, Burgess, Bergonzi, Federman e Bottum. Da tali prospettive emergono fattori esogeni (mutamenti sociali, economici, culturali) ed endogeni (esaurimento dei temi, dissoluzione del personaggio, influenza dei modelli precedenti) che ciclicamente hanno fatto pensare al declino del genere. Tuttavia, nessuno di questi fattori ha mai decretato la fine del romanzo, che si è sempre trasformato, come già osservava Bachtin, grazie alla sua natura plastica e alla capacità di riflettere il divenire della realtà.<br>La conclusione del saggio è che l’aumento della produzione non implica necessariamente un decadimento qualitativo, ma piuttosto una trasformazione del gusto e dei criteri di valutazione. Molte diagnosi di “crisi” derivano dall’applicazione di parametri tradizionali a forme narrative nuove. La storia della letteratura mostra come opere oggi considerate fondamentali siano state inizialmente rifiutate o fraintese. Il romanzo, lungi dall’essere morto, continua a mutare e a reinventarsi, e il dibattito sulla sua crisi riflette più una transizione culturale che un reale esaurimento del genere.</p> |
| format | Recurso digital |
| id | zenodo_https___doi_org_10_5281_zenodo_18467492 |
| institution | Zenodo |
| language | ita |
| publishDate | 2026 |
| publisher | Zenodo |
| record_format | zenodo |
| spellingShingle | Morte o trasformazione del romanzo? Riflessioni critiche sullo stato della narrativa italiana e sul dibattito sulla "morte del romanzo" Marchetti, Giorgio italian literature <p>Il saggio analizza il paradosso della narrativa italiana contemporanea: a fronte di una produzione editoriale in costante crescita — oltre 28.000 titoli di narrativa pubblicati nel 2022 secondo i dati ISTAT — si diffonde l’idea di una crisi qualitativa del romanzo e della letteratura. Da un lato, l’aumento dei titoli, il valore economico del settore e la proliferazione di festival e iniziative culturali sembrano indicare un mercato vivace; dall’altro, critici come Silvano Nigro e giornalisti come Maria Pia Farinella denunciano un abbassamento del livello letterario, l’invasione di “romanzeros” improvvisati, la trasformazione dell’editoria in un sistema dominato dal marketing e la progressiva scomparsa dei lettori.<br>Il saggio mette in dialogo queste posizioni con il lungo dibattito sulla “morte del romanzo”, ripercorrendo interventi di Eliot, Ortega y Gasset, Moravia, Trilling, Burgess, Bergonzi, Federman e Bottum. Da tali prospettive emergono fattori esogeni (mutamenti sociali, economici, culturali) ed endogeni (esaurimento dei temi, dissoluzione del personaggio, influenza dei modelli precedenti) che ciclicamente hanno fatto pensare al declino del genere. Tuttavia, nessuno di questi fattori ha mai decretato la fine del romanzo, che si è sempre trasformato, come già osservava Bachtin, grazie alla sua natura plastica e alla capacità di riflettere il divenire della realtà.<br>La conclusione del saggio è che l’aumento della produzione non implica necessariamente un decadimento qualitativo, ma piuttosto una trasformazione del gusto e dei criteri di valutazione. Molte diagnosi di “crisi” derivano dall’applicazione di parametri tradizionali a forme narrative nuove. La storia della letteratura mostra come opere oggi considerate fondamentali siano state inizialmente rifiutate o fraintese. Il romanzo, lungi dall’essere morto, continua a mutare e a reinventarsi, e il dibattito sulla sua crisi riflette più una transizione culturale che un reale esaurimento del genere.</p> |
| title | Morte o trasformazione del romanzo? Riflessioni critiche sullo stato della narrativa italiana e sul dibattito sulla "morte del romanzo" |
| topic | italian literature |
| url | https://doi.org/10.5281/zenodo.18467492 |